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La mia passione per il disegno e la pittura mi hanno sempre accompagnata fin dai miei primi ricordi non abbandonandomi mai; mi hanno portata a prendere diverse strade, prima con l’oreficeria all’Istituto Pietro Selvatico di Padova e attualmente con la scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Per me disegnare è più che una passione, è dare forma alle mie emozioni, ai miei sentimenti, è mostrare la mia anima nel più profondo, ed è importante come respirare lasciando una traccia nel tempo che durerà anche dopo di me, indipendentemente dal consenso del mondo.
A volte, senza capirne il motivo, la mia mente si apre, la mia mano si muove, l’occhio guarda, il mio spirito vola e, quasi staccato dal corpo, il mio essere prende forma su di un semplice pezzo di legno.
Una volta una persona mi ha detto “è come se quel agglomerato di legni compressi tra loro ti chiamasse per darsi forma” e in fondo io credo sia così. Ho iniziato a disegnare sperimentando varie tecniche e altrettanti stili ed oggi, momento in cui la mia arte sembra aver preso una direzione, devo ringraziare il mio maestro prof. Mauro Toniacci che, grazie alle sue conoscienze, ha delineato progressivamente la mia tecnica permettendomi di "esplorare" ulteriormente la mia creatività.
I miei ultimi quadri, infatti, si basano su questa “ricetta segreta per una portata speciale”, dove i materiali, usati assieme per ricreare il senso del vecchio, hanno una forte dignità nella loro umile forma e creano quella atmosfera che solo il tempo sa dare dopo aver lavorato a lungo su di una superficie, o dell’autunno, quando della vita rigogliosa non è rimasto più nulla.
Quindi, dopo aver preparato il “fondo” del quadro su tavola di legno o compensato, inizio a creare soggetti che non si rifanno a paesaggi reali, ma a immagini “flesh” che risiedono nella mia mente e che, a seconda della mia particolare condizione psicologica, vanno creandosi sulla tavola senza una mia precisa volontà ma come chiaro riferimento alla natura “traduttrice” delle mie emozioni. |